foto: interno arnia top bar

L’interno di un’arnia Top Bar

Cos’è un’arnia Top Bar

L’arnia Kenya Top Bar (più comunemente chiamata Top Bar) è una tipologia di arnia di recente ideazione, è infatti stata ideata nella seconda metà del ‘900 per aiutare lo sviluppo dell’apicoltura africana.

La sua caratteristica principale è la semplicità ed economicità di costruzione e gestione.

Si tratta in pratica di una cassa di legno il cui coperchio è costituito da tante barrette di legno su cui le api attaccano i favi. Le barrette, una affiancata all’altra, costituiscono di fatto il coperchio della scatola.

Ciò significa che le api costruiscono da sole il favo senza la necessità di fornire loro dei fogli cerei su telaini perimetrati.

A differenza delle arnie convenzionali più usate nel mondo, che si chiamano Dadant-Blatt e Langstroth dal nome dei loro inventori, quella Top Bar è un’arnia a favo libero a sviluppo orizzontale. Queste caratteristiche hanno dei vantaggi e degli svantaggi rispetto alle arnie convenzionali.

 

Confronto tra arnie convenzionali e arnie Top Bar

I vantaggi dell’arnia Top Bar rispetto alle arnie convenzionali con foglio cereo sono prevalentemente:

  • Libertà delle api di procedere alla costruzione del favo in maniera naturale, dall’alto verso il basso, secondo la forma della curva catenaria (si tratta della forma che si crea reggendo una catena da entrambe le estremità) esattamente come fanno in natura.
  • Assenza di fili metallici all’interno del favo, le api non li gradiscono.
  • Assenza di residui chimici nella cera del foglio cereo, dovuti a trattamenti operati dagli altri apicoltori.
  • Libertà delle api di autocostruire i favi con celle di dimensioni a loro scelta; le dimensioni delle celle dipendono dall’uso a cui poi sarà destinata la cella: covata femminile, covata maschile, scorta alimentare.
  • La possibilità di autoregolarsi nell’allevamento dei maschi, decidendo il numero di fuchi necessari alla famiglia.

Tutti questi elementi orientati al naturale comportamento dell’ape fanno sì che le arnie Top Bar siano etologicamente più indicate per ospitare le api rispetto alle arnie convenzionali.

Il benessere delle api si traduce in alcuni vantaggi anche per l’apicoltore:

  • Una maggiore tranquillità delle api, e conseguentemente una minore aggressività e disposizione a pungere.
  • Una maggiore capacità della famiglia di fronteggiare le avversità, siano esse di natura climatica e/o patologica. Questo si traduce nella possibilità di ridurre i trattamenti farmacologici sulle api alla sola lotta alla varroa, che viene normalmente eseguita con prodotti consentiti in agricoltura biologica.

Ma l’apicoltore ha anche degli altri vantaggi ad usare queste arnie:

  • Non servono i fogli cerei, la cui cera è spesso contaminata da inquinanti di varia natura, soprattutto acaricidi di sintesi chimica.
  • Non servono i melari e nemmeno lo smielatore, il miele si spreme direttamente dai favi.
  • Conseguentemente non serve nemmeno un magazzino dove poter mettere tutto quello che si usa solo saltuariamente, soprattutto telaini, melari e smielatore.
  • Permette la produzione di ottima cera naturale.
  • Un’arnia Top Bar è semplice ed economica da autocostruire, anche con materiale di recupero.

Tutto questo fa sì che nel mondo si stia diffondendo sempre di più l’uso delle arnie Top Bar per l’apicoltura di carattere familiare, basata su poche arnie.

L’inconveniente delle arnie Top Bar è sostanzialmente uno: producono un po’ meno miele rispetto alle arnie convenzionali, generalmente tra il 10 e il 30% in meno. Questo avviene per una serie di motivi, alcuni di natura tecnica: è di fatto impossibile fare nomadismo, i favi delle scorte devono essere ricostruiti dalle api ogni anno, le api stando meglio manifestano una tendenza sciamatoria leggermente maggiore; altri di natura più “etica”, primo fra tutti il fatto che un apicoltore consapevole tende a lasciare più miele come scorta alimentare alle sue api (e anche questo alle api piace molto!).

Si può dire che l’arnia Top Bar è preferita dalle api, la Dadant-Blatt e la Langstroth dagli apicoltori che hanno interesse solo a massimizzare la produzione di miele.

Questo non significa che non si possa fare un’apicoltura rispettosa delle api anche con delle arnie convenzionali, ma solo che con le Top Bar questo è più facile.

 

L’arnia Top Bar è un’arnia razionale? È legalmente utilizzabile in Italia?

Assolutamente sì. I favi sono mobili ed ispezionabili; può essere dotata di fondo in rete e di cassetto estraibile per la conta della varroa; può molto facilmente essere dotata di un setto escludiregina per evitare la deposizione della regina nei favi destinati alla raccolta del miele; può essere dotata di un alimentatore per la nutrizione con sciroppo zuccherino o con candito; può essere dotata di reti per la produzione di propoli e di sistemi di raccolta del polline.

Se ti interessa un’apicoltura facile, naturale e che non preveda il mero sfruttamento delle api al fine di produrre in massimo quantitativo di miele possibile… sei già sulla strada per diventare un apicoltore Top Bar!

Contattaci e valuteremo insieme come aiutarti ad intraprendere la meravigliosa via dell’apicoltura naturale Top Bar.

foto arnia top bar familiare

L’arnia Top Bar è perfetta per l’apicoltura familiare di autoproduzione, anche in piena città.