Gastronomia e apicoltura: la responsabilità di ciò che mangiamo

Ogni giorno operiamo delle scelte alimentari che impattano sull’ambiente, sulla nostra salute e sulla società: l’agricoltura è la prima fonte di inquinamento nel mondo e sta diventando pericolosa anche per gli insetti impollinatori.

Attraverso un’alimentazione sostenibile, fatta di scelte quotidiane, è possibile invertire la tendenza.

favo di miele nel piatto

Il favo nel piatto: una vera delizia!

Queste poche righe rispondono alla domanda: “come posso aiutare le api non essendo un apicultore?”

Quando pensiamo all’inquinamento ci vengono in mente ciminiere e complessi industriali, invece il pericolo più grande per il pianeta viene dalle nostre tavole.

La più grande minaccia per gli insetti impollinatori negli ultimi millenni è stata la così detta rivoluzione verde avvenuta negli anni ’50, in cui si cominciò a diffondere l’utilizzo di pesticidi e macchinari pesanti in agricoltura.

Da allora i campi sono diventati un luogo inospitale per le api, che si trovano di fronte a centinaia di ettari coltivati con una sola varietà vegetale. Non trovano più i fiori delle così dette “piante infestanti”, importantissimi per la loro sopravvivenza, e anche quando li trovano, rischiano di morire, poiché sono contaminati da pesticidi letali.

Come possiamo intervenire a favore della diffusione di pratiche sostenibili per il ripopolamento delle nostre amiche api?

  • Scegliendo di acquistare prodotti provenienti da agricoltura biologica o biodinamica, che riducono o bandiscono l’utilizzo di pesticidi ed erbicidi;
  • piantando semi di piante mellifere nel giardino di casa, sul balcone o nel parco della città;
  • ma anche acquistando miele locale, incoraggiando i piccoli apicoltori a continuare nella loro lotta per il mantenimento e la diffusione delle arnie su tutto il territorio, a beneficio del bene di tutte le comunità del pianeta.

Dobbiamo prendere consapevolezza del fatto che le multinazionali che ricoprono distese sterminate di terra con una singola varietà di grano o di soia smetteranno di distruggere l’ecosistema quando noi smetteremo di comprare i loro prodotti. L’offerta segue la domanda.

È già successo con l’olio di palma! Quando si diffuse la consapevolezza che le coltivazioni intensive di palma stavano devastando le foreste e le economie contadine locali, le persone hanno smesso di comprare alimenti che lo contenessero e le multinazionali hanno cambiato ricette, impianti e addirittura prodotti, per inseguire la nuova tendenza di mercato.

Collettivamente possiamo fare la differenza, impariamo dalle api! Attiviamoci tutti insieme per apportare un cambiamento concreto nel sistema agroalimentare; non agiamo come singoli individui, ma come parte di un super-organismo.